On 04/04/26 13:01, VITRIOL wrote:
>
>E' possibile valutare i sentimenti di una persona in modo fisiologico?
>Cerco di spigarmi meglio, esiste un metodo oggettivo, es. con una
>risonanza magnetica funzionale, per capire se una persona è triste o
>felice ecc. al di là delle sue affermazioni?
>Mi ha fatto un pippone infinito, ma sostanzialmente ne è uscito che,
>allo stato attuale, non è possibile.
>
Puoi solo vedere quali neuroni sono attivi...ed al max se viene rilasciata
dopamina...ma questo non vuol dire che uno sia univocamente "felice"...
>Alla luce di questo, visto che io sono convinto fermamente che noi siamo
>delle macchine, siamo fatte di materia e tutti i nostri pensieri,
>sentimenti e coscienza derivano da processi chimico-fisici che avvengo
>nel nostro cervello, se non si può dire con certezza per noi, non si
>potrà dire neppure per una rete neurale artificiale.
>
Ed il tuo pensiero e' alla base del pensiero di Marvin Minsky "la mente e'
cio' che fa il cervello" diceva. Da qui l'idea di costruire una macchina
che ne riproduce per intero le sue funzioni, coscienza compresa. Perche' ne
"La societa' della mente" da una definizione operativa anche della
coscienza (che stride con quella di Ronger Penrose...un po' piu'
"metafisica").
>Anche se
>quest’ultima è molto più semplice del nostro cervello.
>
Alla fine quel che conta e' riprodurre le funzioni a livello simbolico...non
tanto la tecnologia di base...Ed e' quello che Minsky prova a teorizzare
nel suo libro...
Che poi mi era venuto un pensiero...uno dei corsi di inglese piu' famoso al
mondo "Assimil" insegna/va l'inglese allo stesso modo di come i modelli
imparano la lingua...completando le frasi con la parola mancante in base al
contesto e ponendo l'attenzione sulle parole piu' importanti...non solo
Assimil fa le riduzioni delle parole e consente di imparare la pronucia
effettiva ed il ritmo degli americani...stessa cosa fanno gli LLM nella
fase di addestramento si concentrano su frammenti di parole e pongono
l'attenzione sulle parti importanti della frase...gli umani imparano bene
l'inglese, cosi' come lo imparano gli LLM....
>Questa cosa avvalora ancora di più la mia convinzione attuale. Che
>differenza c'è tra coscienza e emozioni "simulate" da una macchina, e le
>nostre "vere"? Se non c'è un modo oggettivo per sondarle, e ti devi
>basare solo sulla interazione col soggetto, che sia macchina o umano,
>allo stato attuale per noi non c'è nessuna differenza.
>
Considera che e' venuto fuori un paper di Anthropic pubblicato il 26
febbraio scorso, di cui ne sono venuto a conoscenza solo oggi ... da dove
emerge che non solo nella fase di pretraining gli LLM creano le mappe
concettuali che abbiamo visto ma imparano emulando i personaggi che
emergono dai testi con cui vengono addestrati...in altre parole prima si
pensava che gli LLM prevedessero i token e fine...poi si e' visto che
costruiscono mappe concettuali che gli permettono di "ragionare" sulle
cose, ora vien fuori che imparano ed assimilano intere personalita' nella
loro interezza un qualcosa che va oltre la simulazione superficiale di un
attore, ma creano proprio intere strutture funzionali per emulare il
personaggio...quindi anche il concetto di "simulazione" va rivisto ...
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