Il 19/05/2026 00:16, Tony Borlini ha scritto:
> lun, 18 mag 2026, 14:39:39, WinterMute ha scritto:
>
>> in effetti anche io ho fatto la medesima considerazione, sembra una soluzione un po'
>> overkill utilizzare un modello AI per il compito che esegue l'automa in questione.
>> magari la mia ignoranza in materia non mi fa cogliere appieno la complessità del
>> compito eseguito ma ho la sensazione che si cerchi di "ammazzare le mosche
>> utilizzando un bazooka".
>
> Ciao :-)
> Sembra anche a me abbastanza evidente che un robot antropomorfo sia
> piuttosto sottoutilizzato se in definitiva l'unica cosa che fa è muovere
> solo gli arti superiori, però potremmo ipotizzare che il robot non sia
> adibito a quell'unica mansione ma che in altri momenti si occupi ad
> esempio di traferire i vari pacchi da un luogo ad un altro, magari per
> immagazzinarli ordinatamente su degli scaffali e che quindi si debba
> anche muovere in un'area più vasta ...
Al momento sono 134 h di lavoro per 168000 pacchi. praticamente 1 pacco
ogni 3 secondi. IMHO sta facendo solo quello!
> In quanto alla considerazione di Michele nel suo precedente post sul
> fatto che esistono già da parecchio tempo automi/robot per compiti
> ripetitivi, vorrei aggiungere una nota personale: io ho lavorato per
> molti anni nelle officine meccaniche come programmatore di macchine
> utensili a controllo numerico, in pratica scrivevo le istruzioni
> operative per quei robot programmati per compiere automaticamente la
> stessa lavorazione su determinati particolari meccanici fissati di volta
> in volta dall'operatore, o da un braccio robotico, al basamento di una
> macchina utensile, sempre esattamente nel medisimo posto.
>
> In quel caso si trattava appunto di lavorazioni ripetitive ed
> identiche. Nel video invece avrete notato che i pacchi arrivano alla
> rinfusa ed il robot è costretto ad individuare dove si trovano
> esattamente e a volte a capovolgerli per registrare correttamente la
> loro etichetta. In pratica è un'attività che per quanto possa apparire
> banale, non è esattamente ripetitiva ed identica movimento dopo
> movimento, anche se in sé stesso il compito di individuare e registrare
> i pacchi di fatto lo è.
Non sono esperto di programmazione di macchine utensili ma, senza
scomodare l'IA, e dotando le macchine di un po' più di abilità
basterebbe fare un programma che, tramite il riconoscimento delle immagini:
1) individua il singolo pacco
2) lo prende
3) rileva la posizione dell'etichetta
4) posiziona il pacco con l'etichetta verso il basso
5) rilascia il pacco sul nastro trasportatore
6) ritorna al punto 1.
Non mi pare un compito che richieda intelligenza artificiale, ma tu mi
saprai illuminare meglio.
> Sta proprio in questa capacità che i robot dovrebbero avere di sapersi
> orientare nello spazio circostante e comprendere le leggi della fisica
> che governano il mondo, che sono indirizzate le ricerche, oltre alle
> critiche per i limiti delle IA tradizionali, fatte da personaggi come
> Yann LeCunn e Fei-Fei Li.
> Purtroppo io non ne so molto di più, per cui non potrei rispondere a
> vostre domande di approfondimento,
> In rete però articoli su questi argomenti non mancano certo ...
>
> Qui ad esempio un video della durata di ~ 1 ora e 22 min. dove LeCunn
> espone parte della sua visione sull'apprendimento non supervisionato e
> quindi sulle capacità che i robot acquisirebbero nell'imparare accumulando
> esperienze proprio mentre lavorano:
>
Ecco, giusto, probabilmente quanto stiamo vedendo è l'evoluzione dell'IA
da LLM a comprensione dello spazio fisico e delle leggi che lo governano.
--
Michele